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Facundo Bereziartua: un giovane coach argentino con grande esperienza alla corte Rhodigium

18 agosto 2020 Stampa articolo

basketROVGO – Era già nel mirino della società rossoblù da diverso tempo, quando il suo percorso con Vigarano si è concluso la società non ha esitato ad investire su di lui. Allenatore giovane, molto preparato, con esperienze importanti, e con una grande passione per la palla a spicchi

Da dove nasce la tua passione per la pallacanestro?

“Sicuramente la mia passione parte fin da piccolo. Nonostante mio papà sia un fanatico del calcio, come il 90% degli argentini, io ho giocato a basket.

Sono un appassionato di sport in generale, ne ho provati tanti e in televisione, o dal vivo quando si può, ne guardo sempre parecchi e cerco di variare da sport individuali o di squadra, penso che ogni sport possa insegnarci qualcosa e per questo mi piace variare.

Posso dire che la nostra “Generaciòn Dorada” (per intenderci: Scola, Ginobili, Delfino, Nocioni…) sicuramente rimane ancora un mito per i giovani argentini che vogliono replicare le gesta degli eroi di una nazione, e anche per me è stato così”.

Visto il tuo passato da giocatore quando hai capito che allenare era la strada che volevi percorrere?

“Ho capito di voler allenare il mio ultimo anno di Under 19, e ne ho avuto la certezza l’anno successivo quando ero Under 20.

Durante l’Under 19 ho avuto l’occasione di assaporare l’A2 e l’interzona, dove l’idea di preparare una partita, pensare ai punti deboli o forti degli avversari mi faceva luccicare gli occhi.

L’anno successivo invece mi sono reso conto che passavo più tempo a dare indicazioni, consigli ai miei compagni che pensare al gioco, tutto ciò nonostante fossi in campo.

Questo penso sia stato il chiaro segnale che mi sarebbe piaciuto di più stare in panchina dando un contributo diverso”.

Nella tua giovane carriera da coach hai avuto la fortuna di lavorare vicino a grandi allenatori, quali hanno segnato maggiormente la tua carriera?

“Sicuramente Marco Castaldi, con il quale ho affrontato la massima serie femminile l’anno scorso. Penso che sia un allenatore preparato, che studia, che ascolta e che sa interpretare. Gli sono grato per avermi insegnato tanto quest’ultimo anno e per l’aiuto che ancora mi da quando ne ho bisogno.

Inoltre non posso non nominare Alberto Seravalli e Giacomo Mancin. Loro hanno sicuramente improntato la mia maniera di allenare e il mio approccio in palestra. Con “Albi” e “Mancio” mi confronto spesso, su idee di gioco o sulla didattica di insegnamento verso i ragazzi.

Stefano Colantoni è sicuramente l’allenatore con il quale ho vissuto la maggior parte del mio tempo e che reputo una persona fantastica ed un allenatore clamoroso!!Lo sento spesso e dopo anni e anni di conoscenza rido ancora per il suo accento Reatino.

Nicola Schincaglia che ora è responsabile del settettore giovanile Scuola Basket Ferrara. “Schinchi” ha visto i miei primi passi da coach e anche ora quando possibile ci confrontiamo.

Ultimo ma non per importanza, Fabio Spettoli ora capo allenatore della Under 18 eccellenza in casa Vis. Mi piace confrontarmi con lui perché ha sempre spunti nuovi e interessanti”.

Quali sono state le motivazioni che ti hanno spinto ad accettare la proposta di Rovigo? E quali obiettivi ti sei dato per la prossima stagione?

“Ho scelto Rovigo per la serietà e progettualità della società, e penso siano due requisiti importanti per una società con ambizione.

Anche le parole di Giulia Pegoraro mi hanno aiutato a scegliere questa direzione e ora non vedo l’ora di lavorarci insieme.

I miei obiettivi sono di portare la mia voglia e la mia passione in palestra a Rovigo, di dare una mano alla neo-coach in Serie B e di portare quella competenza che in questi anni penso di essermi costruito.

Mi impegnerò tantissimo con le giovani poiché penso, e in questo mi allineo con gli obiettivi societari, che saranno il futuro della prima squadra e dunque meritano tanta attenzione e tanta energia”.

basketSarà una stagione ricca di incognite, cominciando dalla data di inizio della stagione, ma la società ha allestito comunque una squadra competitiva con uno staff ambizioso. Dove pensi possa arrivare questo gruppo?

“L’obiettivo Rhodigium, secondo me, deve essere quello di arrivare più avanti possibile, costruendo un ambiente energico, pieno di fiducia e con tanto tanto entusiasmo.

La prossima stagione sarà tutta un’incognita, ma questo lo sappiamo e quindi non possiamo usarla come scusa.

Lo staff dovrà pensare come programmare la stagione, penserà cosa sia meglio fare e cosa no.

Le giocatrici dovranno pensare a giocare, a non cedere se qualcosa va storto e metterci la loro energia, anche perché so per certo che di entusiasmo nell’ambiente Rhodigium ce n’è da vendere!!

Un saluto ai tifosi!! Spero di potervi rivedere in palestra, ma se così non fosse, tifate per noi da ovunque voi siate!!

La società è orgogliosa di aver aggiunto nella sua squadra di tecnici un ragazzo giovane, ambizioso, ma con una umanità e una simpatia uniche. Come sempre le persone vengono prima del loro curriculum, ma con orgoglio si può affermare che per Facu la persona e il curriculum sono di alto livello”.

C.S.



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